Il Teatro di Epidauro: un vero capolavoro

The Theatre of EpidaurusLo spettacolo sia tragico che comico era un elemento essenziale nella vita sociale in Grecia. È naturale quindi che i greci abbiano perfezionato nel tempo le tipologia architettoniche ad esso destinate: dai grandi teatri all’aperto, agli odeion, teatri di dimensione inferiore e coperti che venivano usati anche per esibizioni musicali, poetiche e oratorie. Il teatro di Epidauro, antica città greca e meta di pellegrinaggi per il suo santuario dedicato al dio della medicina Asclepio, è uno dei migliori esempi per capire lo stretto legame tra l’edificio del teatro e l’ambiente naturale in cui esso si inserisce. In tutta l’architettura greca c’è un esasperato bisogno di costruire abitazioni, templi, edifici pubblici senza rovinare il paesaggio naturalistico circostante: tutto deve essere lineare e discreto, semplice.

Il teatro in dettaglio

Policleto il giovane, che aveva progettato l’opera, ne aveva studiato la forma in modo da sfruttare la pendenza del terreno, che era ripida, per ottenere un’ottima acustica. La buona diffusione del suono è favorita anche dalla presenza di urne di terracotta, che si trovano sotto le sedute in pietra nella cavea e funzionano come delle vere casse di risonanza. Nell’orchestra circolare era collocato l’altare dedicato al dio Dioniso, mentre il coro a seconda dello spettacolo poteva cantare, suonare, recitare, narrare oppure solo presenziare immobile.Tutti gli attori, che spesso indossavano maschere bizzarre e spaventose per amplificare la voce, recitavano nel proscenio, lo spazio che si trovava tra l’orchestra e la cavea.

Purtroppo oggi non è più possibile ammirare la scena, che era la parte più esposta agli attacchi delle intemperie e del tempo che passava, ed è stata cancellata. Originariamente il teatro greco poteva ospitare ben 3000 persone, proprio per dare la possibilità a tutti i cittadini amanti delle opere teatrali di poter assistere seduti agli spettacoli, un vero teatro democratico, fatto per il popolo, indipendentemente dal ceto sociale al quale si apparteneva: solo per amore dell’arte.

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